Cuneo: una provincia in bianco e blu  

Quarant’anni fa, nel gennaio 1965, nasceva la Pro Natura Cuneo. Tra gli scopi della nuova associazione, una delle prime associazioni ambientaliste sorte in Italia, c’era la tutela del paesaggio cuneese, un patrimonio di grande pregio che già allora era minacciato da attacchi indiscriminati e da interventi scriteriati.
La situazione negli ultimi anni è decisamente peggiorata, ma nonostante alcune gravi compromissioni, soprattutto nelle aree di pianura, la nostra provincia mantiene una ricchezza naturalistica invidiabile ed aree di grande valenza ambientale.
Proprio dalla constatazione di queste peculiarità e dalla necessità di garantire la sopravvivenza del patrimonio paesaggistico è nato questo volume: una raccolta di fotografie che debbono far riflettere sulla bellezza del territorio cuneese ed impegnare tutti, amministratori, politici, associazioni, cittadini, a garantirne la sopravvivenza.
Due sono i colori dominanti nelle fotografie: il bianco della neve, ma anche delle nuvole, delle nebbie, dei fiori, degli animali che popolano il nostro territorio; il blu del cielo, dei corsi d’acqua, dei laghi alpini.
Due colori che si contrastano, ma nello stesso tempo si completano. Spesso si vede solo il bianco della neve che ricopre tutto ed il blu intenso del cielo, reso ancora più penetrante dal riflesso della luce solare.
La provincia di Cuneo è sempre incantevole, in qualsiasi stagione, ma in inverno e sul far della primavera acquista un fascino particolare che le belle immagini di Lucia Pettigiani riescono a trasmettere.
Il libro, poi, vuole anche essere un contributo per un evento sportivo, le Olimpiadi invernali, che coinvolge la nostra regione ed indirettamente la nostra provincia. Un evento importante, certamente ricco di opportunità e di offerte; un evento, però, anche impattante sul territorio.
Chi verrà da lontano deve sapere che in Piemonte, accanto agli impianti di risalita, agli alberghi, ai villaggi turistici, alle seconde case, c’è ancora un mondo che sa di antico, che ha mantenuto la naturalità del passato, che è pronto ad accogliere visitatori attenti, che amano il silenzio e la bellezza che solo la natura sa offrire, che sanno muoversi in punta di piedi, che sanno apprezzare le cose semplici.
La nostra provincia è pronta ad accoglierli.
Domenico Sanino
Presidente Pro Natura Cuneo

   
Di seguito riportiamo alcune immagini tratte del libro che è disponibile presso tutte le librerie della nostra Provincia al prezzo di 35 euro. Per i soci Pro Natura Cuneo prezzo speciale di 25 euro ( rivolgersi alla Segreteria )
Cuneo – Centro storico Elevata al di sopra del tessuto urbano,  dove la neve distingue la luce dei tetti irti di camini dall’ombra dei cortili chiusi da palazzi importanti,  la torre comunale vigila sul taglio netto di via Roma che, scura, gli sfila davanti. Cuneo – Palazzo municipale.Ingentilita dalle aperture della cella campanaria e dal grande affresco che ne orna il lato nord.la torre civica dialoga con la massa quadrangolare del municipio che un passaggio coperto unisce alla chiesa di Santa Maria, tempio, una volta, dei gesuiti
Cuneo – Ripa verso Gesso Una nevicata tardiva dipinge pennellate di bianco sull’erba tenera che riveste i bastioni della città.L’ombra imprigiona i cristalli tra il verde e sui rami che tendono verso la luce e il tepore. Cuneo – Colombaro San Michele La casa padronale, con la torre sopraelevata, e la lunga cascina contadina si fronteggiano,
Cuneo – Campagna a Madonna dell’OlmoOrdinati filari di peschi che, pur spogli, sembrano annunciare l’esplosione dei colori di aprile,nascondono a sguardi indiscreti un palazzotto, la cui antica nobiltà è rivelata dalla torretta,ma non la catena di monti che abbraccia il Cuneese. Dronero – Ponte del diavolo.Una chiesa dai muri compatti come quelli di una fortezza,  a cui in epoca più tarda è stato aggiunto uno snello campanile a cipolla,  sorveglia gli archi diseguali del merlato ponte,simbolo della città,  porta della valle Maira.
Valle Maira – Imbocco della Valle Maira.Una gigantesca, grigia “esse”, sfrangiata di bianco, dove le dorsali muoiono al termine delle vallate,  avvolge Dronero e l’imbocco della valle Maira sullo sfondo di una Bisalta piantata là a dividere le Alpi Liguri dalle Marittime Valle Grana – Frutteti a Valgrana.Peri, che l’uomo ha addomesticato trasformandoli in bianche cupole fiorite,rigano la piana con i loro ombrelli leggiadri che il sole calante allunga scuri sull’erba novella,  punteggiata dal giallo dei tarassachi.
Roero – Colline in fiore.Alle viti la rossa terra argillosa,  al frutteto uno spicchio di verde rigato dal giallo dei denti di leone che si allargano al di sotto dei bianchi pennacchi degli albicocchi:  il risultato è un tappeto dove linee e colori danno vita. Langhe – Serralunga d’Alba.Strette come pecore intorno al pastore,  le case di Serralunga d’Alba si raccolgono ai piedi del maniero che domina il declivio della “langa”, rigato con precisione teutonica dai filari di nebbiolo su cui scendono morbide le ombre invernali
Langhe – Particolare di filare di viti.Cresciuti là dove il diserbante non è giunto, alcuni ancora tondi e perfetti, altri già sfatti,  milioni di bianchi capolini sono pronti ad affidare alla brezza il loro futuro, togliendo in tal modo l’assedio alle ghirlande di pampini aranciati. Langhe – Albaretto della Torre.Di fronte ad uno degli eccezionali belvedere di cui è ricca la Langa, tra riquadri imbiancati e scure macchie d’alberi,  si dispiega in tutta la sua magnificenza la catena delle Alpi Marittime dove ognuno può divertirsi a riconoscere le cime calcate,  i valichi raggiunti o le vette sognate.
Valle Varaita – Chiazale.Ampi tetti di lose, camini come piccole torri per uscire dal manto nevoso, ballatoi di legno che cercano il sole, muri di pietra per isolare dall’umidità del terreno e finestre strombate con un accenno d’ornato: il borgo alpino ricorda Valle Po – Pian del Re.In un panorama che d’inverno conosce la profondità del silenzio,  mentre in estate è assalito da masse vocianti,  è rimasta in piedi la testimonianza di un culto scomparso,  forse la meta di processioni indette così in alto per sentirsi più vicini al cielo e sperare in un più benevolo ascolto.
Valle Grana – Santuario di Castelmagno.Chi lo raggiunge per fede, chi per curiosità,  chi ne fa il punto di partenza per escursioni, chi ne scopre quasi per caso gli affreschi quattrocenteschi: ad ognuno il santuario regala la suggestione del luogo e del portico che lo circonda e pare, con i due corpi avanzati, voler tutti abbracciare Valle Vermenagna – Vallone degli alberghi.Bianchi dorsi lanosi brucano i magri steli coriacei di un prato sospeso sull’ombra,in un’atmosfera fatata immersa in un pulviscolo d’oro.
Valle Gesso – Vallone di Fenestrelle.Su un masso libero dalla neve si sono dati convegno alcuni giovani stambecchi;davanti a compagni ancora indifferenti, uno di essi cerca lo scontro: la testa si abbassa,.il dorso s’impenna, le zampe si flettono, ma tutto si risolve in un gioco; i duelli veri si svolgeranno.con un’altra età e in un’altra stagione. Valle Maira – Verso il Colle del Ciarbonet.Sembra un cono gelato al limone il ciliegio che gonfio di fiori distende un ramo a proteggere la piccola baita:  da decenni assistono insieme al risveglio della natura con la primavera che rapidamente risale i versanti.
Valle Maira – Verso il Lago Resile.Un anonimo rigagnolo che scorre in un vallonetto incassato,  ha trovato il modo per attirare l’attenzione: due rami sporgenti e il ghiaccio che lavora di notte, hanno creato uno scudo translucido, deboli raggi solari l’hanno poi filettato per renderlo simile ad un merletto. Valle Maira – Il Freide nel Vallone del Maurin.Il ruscello, che poco prima saltellava tra i sassi,  si espande e quasi si ferma: il piano è nell’ombra,.ma le cime che sfilano in alto lungo il vallone sono avvolte dal sole al tramonto e un po’ del suo oro si immerge nel blu, dimostrando che anche una pozzanghera può testimoniare la bellezza della natura.
Valle Gesso – Lago di Valcuca.Solo tracce che spesso si perdono conducono in questo appartato vallone a sud del Valasco..Il silenzio vi regna insieme ai camosci alquanto stupiti di incontrare qualcuno…il lago è quasi un cerchio perfetto e le sue immobili acque raddoppiano con precisione assoluta la cresta di Rocca Valmiana,  l’intaglio profondo del passo di Chiabrera e gli incassati canaloni del Matto. Valle Stura – Colle Ancoccia.Una goccia bluastra si allarga in mezzo a gobbe imbiancate da una nevicata caduta ai primi d’ottobre.Il monte Omo, il Savi e il Salè si sono già rivestiti d’inverno, ma la temperatura non è bassa abbastanza per gelare la superficie del piccolo lago. Leggerissime onde l’increspano seguendo la brezza; c’è ancora tempo per trasformarsi in una lastra vetrosa