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DOCUMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CUNEESI SULLE VIE DI COMUNICAZIONE DELL’ARCO ALPINO OCCIDENTALE (NOVEMBRE 2008)

In considerazione di quanto sta avvenendo sul territorio cuneese in materia di infrastrutture per il trasporto e la mobilità ed a seguito delle dichiarazioni di alcuni politici piemontesi in occasione del convegno svoltosi a Limone Piemonte il 27 settembre 2008 sulla “Permeabilità dell’arco alpino Occidentale”, le associazioni ambientaliste cuneesi, in collaborazione con CIPRA Italia (il comitato italiano della Commissione Internazionale per la protezione delle Alpi) e con l’ITE (Iniziative Transport Europe), hanno elaborato il documento sottostante.  Attraverso tale documento, oltre a fare il punto della situazione sulla viabilità ed i progetti di collegamento tra il basso Piemonte, la Costa azzurra e la riviera ligure, le associazioni  ribadiscono la loro totale contrarietà ad ogni nuovo progetto di collegamento autostradale tra il Piemonte e la Francia o tra il Piemonte e la Riviera Ligure.   

Traforo stradale del Colle di Tenda

Pur confermando la piena adesione ed il plauso per l’impegno dell’amministrazione provinciale indirizzato alla risoluzione dell’annoso problema del traforo stradale del Tenda, permangono perplessità sull’attuale progetto. In particolare non si capisce (soprattutto ora che la spesa è salita a € 213,8 milioni di cui € 89,05 milioni a carico della Francia e € 124,75 milioni a carico dell’Italia e che risulta carente degli ulteriori € 42 milioni) perché si continui a prospettare la costruzione la costruzione di un nuovo tunnel a fianco di quello esistente e non si consideri l’ipotesi dell’allargamento dell’attuale.Infatti, l’itinerario  della Valle Roya è tale da escludere grossi flussi di traffico,  soprattutto pesante; gli attraversamenti degli abitati di Tenda, San Dalmazzo di Tenda, Fontan, Breil, Trucco ed il tracciato dell’attuale strada comportano limiti severi alle quantità e velocità di transito, che è assurdo non considerare.

L’esistenza di una galleria ferroviaria in funzione e la possibilità di organizzare un servizio navetta per il traffico turistico e commerciale leggero dà la scelta di un’alternativa per tutto il tempo della durata dei lavori di allargamento dell’attuale galleria, con il non trascurabile vantaggio di ridurre i tempi di durata dei lavori, i costi, le quantità dei detriti da smaltire, ecc.

Tutto ciò è suggerito dal buon senso e corrisponde a quanto il 27 febbraio 1999 il Direttore Generale dell’ANAS, D’Angiolino, aveva suggerito: di procedere a titolo dimostrativo nell’alesaggio da 6 a 10 metri dei primi 250 metri del tunnel nella parte centrale – lato italiano – salvo completare successivamente l’opera su tutto il tunnel. Ma tale ipotesi pare irrimediabilmente esclusa dal testo dell’accordo Francia - Italia  pubblicato sulla G.U. a seguito dell’intesa di Parigi (12 marzo 2007).

Le associazioni ambientaliste francesi  hanno calcolato che con i fondi risparmiati allargando l’attuale tunnel, anziché realizzarne uno nuovo, si potrebbe quasi procedere alla elettrificazione e messa in sicurezza del tronco ferroviario Limone-Breil-Ventimiglia.

Nessun nuovo progetto autostradale tra Italia e Francia

In occasione del recente convegno tenutosi a Limone Piemonte è stato richiesto da esponenti politici cuneesi l’inserimento nel cosiddetto Corridoio 5 di un collegamento autostradale tra le Valli Stura e Durance per far fronte al traffico pesante che il Tenda –secondo i richiedenti- non riuscirebbe a sopportare nemmeno dopo essere stato raddoppiato. Per anni la lobby politico-imprenditoriale piemontese si è battuta (sperperando risorse pubbliche destinate ad inutili studi di fattibilità) per un devastante ed assurdo  progetto autostradale tra la Provincia di Cuneo e il Sud della Francia con un tunnel sotto il Mercantour. Progetto peraltro mai recepito da parte francese oltre che in palese contraddizione con il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi. Le associazioni temono che il ritardo nella sistemazione del traforo del Tenda, oltre ai disagi attuali dovuti alle ripetute chiusure del tunnel, possa costituire un pretesto per rilanciare la grande opera autostradale, costosa, dall’enorme impatto ambientale e che richiederebbe decenni per essere realizzata.

 

Rilanciare il traforo Armo-Cantarana

Nel “cassetto dei sogni” della Provincia di Cuneo giace da decenni il progetto di traforo (circa 3,5 Km) tra Armo (= Pieve di Teco) e Cantarana  (= Ormea) che migliorerebbe radicalmente la viabilità della Valle Tanaro verso Imperia e verso la Costa Azzurra . Va ricordato che il percorso  “Fossano (punto centrale della  Provincia )–A6–Mondovì-Ceva–Ormea–Pieve di Teco– A10-Imperia– Ventimiglia“ è di 156 Km, di cui circa 100 Km. in autostrada ed il resto (ipotizzando il Valico Cantarana – Armo  sulla base della cartografia Touring in 3+11 Km) su strada statale. Il percorso “ Fossano – Cuneo – Limone – Valico di Tenda – Breil – Ventimiglia “ è di 114 Km, tutti su strada statale.

Tenuto conto delle diverse velocità di percorso, il primo, una volta realizzato il traforo di Valico,  potrebbe costituire una alternativa accettabile o quanto meno una possibilità di alleggerimento dei flussi del percorso del “Tenda” soprattutto per le zone a nord di Fossano .

In anni passati in provincia di Imperia vennero compiuti importanti miglioramenti della S.S. 28, quali ad es. il traforo del Colle di San Bartolomeo, per cui il tratto Pieve di Teco – Imperia risulta in parte sistemato .

Ma il progetto giace insabbiato, verosimilmente perché verso est (vedasi  “La Stampa “del 30-09-08 – dichiarazioni del vicesindaco di Ceva, Boccardo) ancora oggi si caldeggia l’autostrada “Albenga-Garessio-Ceva”, il che significherebbe, dovendo passare da quota 0 a circa 800 m s.l.m.  in poco più di una ventina di Km e dovendo costruire un’autostrada con pendenze ovviamente molto modeste, raggi di curva molto ampi, una serie continua di ponti e gallerie, “massacrare” un territorio fragile e difficile quale è l’Appennino Ligure Piemontese.

L’anno scorso abbiamo  appreso con vivissimo dispiacere ( La Stampa 06-10-07) che i fondi stanziati dal CIPE nel 2004 e pari a € 4.781.000  per il progetto definitivo del traforo Armo- Cantarana nel febbraio 2007, a seguito di intesa tra Ministero delle Infrastrutture, Anas e Regione Liguria, sono stati stornati a favore della risistemazione di una strada costiera di Genova!!!  

Il 27 ottobre 2005, sempre “La Stampa”, riportava un articolo nel quale si affermava: ”Ceva –Albenga, si fa il progetto- Per lo studio di fattibilità in gara 8 gruppi di imprese – C’è  una partecipata di Gavio, azionista anche della società che completerà l’Asti –Cuneo“. 

Raddoppio del tronco ferroviario Fossano Cuneo

Fa parte delle esigenze, tutto sommato non eccessivamente onerose, la cui realizzazione porterebbe benefici notevoli da tempo attesi e da tempo non considerati.

Infatti, il raddoppio di tale tronco ha effetti notevoli non solo sul regolare transito dei treni viaggiatori, e quindi con le relazioni ferroviarie con Torino, ma anche per il traffico merci che, a causa della attuale strozzatura subisce notevoli condizionamenti.

Se poi si avverasse l’elettrificazione del tronco Limone-Ventimiglia, il raddoppio costituirebbe un non rinunciabile miglioramento per i transiti  a lungo raggio Torino Ventimiglia. Va segnalato come sul versante  francese progredisce la progettazione del LGV (Liaison Grand Vitesse)  “confine-Nizza-Marsiglia-Parigi“.  La “Cuneo Ventimiglia” sarebbe per il Piemonte l’unica possibilità di inserimento nel troco francese LGV. 

Tutte le contraddizioni dell’Autostrada “Cuneo-Asti”

L’atteggiamento delle Associazioni ambientaliste è da sempre stato contrario all’attuale progetto autostradale, definito della “Z rovesciata”.

Oggi dobbiamo constatare che:

1) negli anni 1969 e nei primi anni 1970 il collegamento “Cuneo – Asti “ era stato concepito come superstrada a quattro corsie (express way), e cioè come dorsale ovest – est aperta ed innervata alla principale viabilità esistente, che avrebbe dovuto funzionare come collettore/distributore di traffico a  breve, medio e lungo raggio, con caratteristiche moderne e di avanguardia, e tali da assicurare scorrevolezza e sicurezza di transito.

I tronchi della circonvallazione di Fossano, della rete di attraversamento di Alba ed il tratto Asti Isola rimangono testimoni residui  di questo disegno disatteso.

2) I lotti autostradali già in servizio non sembrano aver risolto in modo soddisfacente quei problemi di collegamento a medio-lungo raggio. Pare anzi che i costi di pedaggio (che attualmente sollevano non poche proteste da parte degli utenti) determinino paradossalmente una diversione del traffico pesante sulla viabilità ordinaria (rimasta tale e quale) con aumento della congestione, della pericolosità e – in definitiva – dei rischi di incidenti   che con la soluzione “autostrada” si asseriva voler eliminare .

3) al tempo delle discussioni sul tracciato autostradale, l’ Unione Industriale, preoccupata dei ritardi e dei limiti dei collegamenti della Provincia di Cuneo con il resto della Pianura Padana, aveva fatto eseguire un’indagine presso le industrie locali dalla quale risultava che le difficoltà di collegamento stradale incidevano sui costi di produzione dal 7% al 15% rispetto ad altre zone meglio servite.

Orbene, quando il collegamento Cuneo- Asti verrà concluso sarà interessante capire quale sarà l’incidenza del pedaggio sui costi di trasporto e se la maggiorazione si sia semplicemente trasferita dalle carenze del sistema stradale alle casse della concessionaria autostradale.

Paradossale poi che sui lotti realizzati dal’ANAS si debba pagare un pedaggio ed anche abbastanza “salato”, come il Presidente della Provincia di Cuneo ebbe ad osservare nell’interpellanza  rivolta all’allora Ministro Lunardi il 22/08/05.

4) è intuitivo che da parte locale (Fossanese-Saviglianese-Saluzzese) si insista per  un più logico sistema di innesto sulla A6 nella zona di Marene, che si trova ora ad avere un accesso spostato verso Cherasco, allungando il percorso di circa 6 Km. Il tracciato della “superstrada” prevedeva un unico razionale incrocio delle due direttrici (A6 ed express way Cuneo-Asti) in un solo punto a Tagliata, ove sarebbero state possibili le diversioni di traffico da sud (Cuneo – valichi alpini ) verso nord (Torino) ed Est (Alba- Asti). I flussi trasversali (Saviglianese-Saluzzese) avrebbero continuato ad aver possibilità di ingresso  nella A6 nel “vecchio” casello di Marene.

5) questi problemi non risolti determinano altre conseguenze: recentemente un esponente locale dell’UDC affermava su “La Stampa” che il suo partito avrebbe sponsorizzato la realizzazione del tronco autostradale “Saluzzo-Savigliano-A6”, soluzione inaccettabile. Si dovrebbe invece migliorare la viabilità attuale soprattutto in funzione della sicurezza stradale, questione prioritaria, che non si raggiunge con la costruzione di nuove autostrade, ma mettendo in sicurezza la viabilità esistente.

Le associazioni ritengono che un esame della situazione ed uno studio su come contenere il traffico su strada, i costi relativi e l’inquinamento portino alla conclusionedi considerare lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie come valida alternativa all’ipotesi del ventilato tronco autostradale.

Significativa, ad esempio, è la situazione della Cartiera di Verzuolo dove, per carenze infrastrutturali nella rete dei trasporti, la maggior parte delle bobine viene spedita su gomma, nonostante all’interno dell’azienda passi una linea ferroviaria pubblica (la “Cuneo- Saluzzo – Savigliano”).

Valico internazionale del Colle della Maddalena

Le attuali modificazioni climatiche hanno attenuato il problema del transito invernale al Colle della Maddalena. Sono in corso iniziative per il miglioramento della viabilità nei tratti di Demonte, Aisone e Vinadio. Resta però irrisolto l’attraversamento del Colle in caso di nevicate. Negli anni 1995/2000 era stata proposta la realizzazione di un tunnel paravalanghe sul lato italiano, per circa 3 km. Inoltre, negli anni ’60 del secolo scorso era stata avanzata l’ipotesi di un tunnel tra Grange di Argentera e Maison-Méane di Larche. Nulla è stato fatto.

In ogni caso il trasporto di sostanze inquinanti/pericolose non è compatibile con la strada e i tornanti della Valle Stura. Ci sono già stati incidenti con cisterne rovesciate e sversamento di liquidi, fortunatamente con conseguenze limitate.

Si ribadisce il fatto che il valico venga usato per il trasporto merci con origine/destinazione nelle due regioni transfrontaliere e non come sistema per evitare il pedaggio autostradale nei tragitti est-ovest a lunga percorrenza. A questo proposito la Provincia regolamenta un sistema di permessi di transito alla Maddalena. Quali risultati ha dato in questi anni di applicazione?  

Miglioramento dei collegamenti tra Alba, Cortemilia e Savona

Anche questa proposta fa parte dei “sogni nel cassetto“ che da anni attende risposta. Non si chiedono ovviamente fantastiche opzioni autostradali, ma ragionevoli interventi sulla viabilità ordinaria intesi ad eliminare i lunghi percorsi tortuosi che oggi penalizzano le relazioni umane e commerciali. Va ricordato che la riduzione della percorrenza chilometrica si traduce in un minor consumo e quindi in un minor inquinamento.

Metropolitana leggera

Le associazioni completano l’elenco delle “osservazioni” con questa proposta che ha già ottenuto favorevole collaudo in occasione della Adunata Nazionale degli Alpini a Cuneo. L’Amministrazione Provinciale ha titolo per intervenire nella organizzazione del trasporto pubblico locale. Proponga modelli di trasporto che riutilizzino al massimo la rete ferroviaria esistente. Si tratta ( “dove”, ”come”, “quando” è possibile) di sgravare le strade da traffico veicolare e convogliare gli utenti sul mezzo ferroviario, organizzato ed armonizzato con le esigenze di chi lavora o studia, a costi competitivi ed eliminando inquinamenti e rischi di  incidenti. Il circuito Borgo San Dalmazzo – Cuneo – Saluzzo – Savigliano – Fossano – Mondovì opportunamente calibrato ed articolato in fermate può risultare un’ottima occasione . 

Pro Natura Cuneo

CIPRA Italia 

Lega Ambiente Cuneo 

ITE delegazione italiana